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	<title>Risparmio Energetico</title>
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		<title>Risparmio Energetico</title>
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<item xml:lang="it">
		<title>ISWEC: energia dal mare made in Italy</title>
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		<dc:date>2012-05-18T16:52:09Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Alessandro Cicini</dc:creator>


		<dc:subject>Energia: novit&#224; tecnologiche</dc:subject>

		<description>Il Politecnico di Torino sta cercando di sfruttare una fonte di energia tra le pi&#249; discusse: il moto ondoso. Il progetto &#232; sviluppato in partnerariato tra Politecnico di Torino e Aris Spa, e finanziato dalla regione Piemonte. Tale convertitore di energia si chiamer&#224; ISWEC (Inertial Sea Wave Energy Converter) ed &#232; composto da un gruppo giroscopico alloggiato all'interno di un galleggiante ormeggiato sul fondale marino che genera energia adattandosi alle diverse condizioni d'onda. Dagli studi (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.risparmio-energetico.com/local/cache-vignettes/L150xH113/arton395-af362.jpg&quot; width='150' height='113' style='height:113px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Il Politecnico di Torino sta cercando di sfruttare una fonte di energia tra le pi&#249; discusse: il moto ondoso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il progetto &#232; sviluppato in partnerariato tra &lt;strong&gt;Politecnico di Torino&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Aris Spa&lt;/strong&gt;, e finanziato dalla &lt;strong&gt;regione Piemonte&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tale convertitore di energia si chiamer&#224; &lt;strong&gt;ISWEC&lt;/strong&gt; (Inertial Sea Wave Energy Converter) ed &#232; composto da un gruppo giroscopico alloggiato all'interno di un galleggiante ormeggiato sul fondale marino che &lt;strong&gt;genera energia&lt;/strong&gt; adattandosi alle &lt;strong&gt;diverse condizioni d'onda&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dagli studi fatti si calcola che un dispositivo avente una potenza installata pari a &lt;strong&gt;1 MW&lt;/strong&gt; &#232; in grado di produrre &lt;strong&gt;2600 MWh/anno&lt;/strong&gt; a Pantelleria, &lt;strong&gt;3100 MWh/anno&lt;/strong&gt; ad Alghero e &lt;strong&gt;2080 MWh/anno&lt;/strong&gt; a La Spezia.
Dai risultati degli studi si nota che la tecnologia si sta sviluppando, ma &lt;strong&gt;non &#232; ancora in grado di conforntarsi con le tecnologie convenzionali &lt;/strong&gt; le quali hanno una produttivit&#224; notevolmente superiore (8000 MWh/anno per megawatt installato).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'aspetto successivo che bisogner&#224; da prendere in considerazione sar&#224; il &lt;strong&gt;costo&lt;/strong&gt;, perch&#233; nel caso in cui questo non sia troppo elevato la &lt;strong&gt;bassa produttivit&#224; potr&#224; essere tollerata&lt;/strong&gt;, tenendo contro che, in fondo, l'energia si produrrebbe senza il rilascio di sostanze inquinanti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il problema maggiore per questo tipo di impianti sta nell&lt;strong&gt;'impatto visivo&lt;/strong&gt;, spesso i luoghi pi&#249; adatti all'installazione di questi impianti coincidono con luoghi di rilevante bellezza paesaggistica, a questo problema sta lavorando lo studio &lt;strong&gt;UP Design&lt;/strong&gt;, centro di eccellenza torinese, il quale &lt;strong&gt;cercer&#224; di rendere meno impattante il design dell' ISWEC.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A conclusione dell'articolo &#232; doveroso far notare che, come nella maggiorparte delle energie rinnovabili, le belle speranze sembrano infrangersi con le leggi della fisica, le quali puniscono le tecnologie che danneggiano meno l'ambiente, anche questa tecnologia a fronte di ottime premesse in conclusione non sembra essere in grado di contribuire in modo deciso alla risoluzione del problema energetico italiano.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>La fusione fredda non arriver&#224; in Italia</title>
		<link>http://www.risparmio-energetico.com/La-fusione-fredda-non-arrivera-in.html</link>
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		<dc:date>2012-05-17T06:58:24Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Camilla Biagini</dc:creator>


		<dc:subject>Fusione Fredda</dc:subject>

		<description>Arriva in modo ufficiale la notizia che l'E-Cat di Rossi sar&#224; almeno per questi primi anni commercializzato solo ed esclusivamente negli Stati Uniti, un reattore che in Italia in questo momento non pu&#242; trovare spazio. Il problema riguarderebbe i possibili effetti negativi che questo strumento potrebbe avere sulla salute dell'uomo, effetti negativi che sino ad oggi non sono ancora stati testati e di cui nessuno ha ancora parlato ma che necessitano invece di essere presi in considerazione in (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.risparmio-energetico.com/local/cache-vignettes/L150xH101/arton394-1de14.jpg&quot; width='150' height='101' style='height:101px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Arriva in modo ufficiale la notizia che l'E-Cat di Rossi sar&#224; almeno per questi primi anni commercializzato solo ed esclusivamente negli Stati Uniti, &lt;a href=&quot;http://www.risparmio-energetico.com/Fusione-fredda-anche-l-Italia.html&quot; class='spip_out'&gt;un reattore che in Italia&lt;/a&gt; in questo momento non pu&#242; trovare spazio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il problema riguarderebbe i possibili effetti negativi che questo strumento potrebbe avere sulla salute dell'uomo, effetti negativi che sino ad oggi non sono ancora stati testati e di cui nessuno ha ancora parlato ma che necessitano invece di essere presi in considerazione in modo intenso. Rossi ha affermato di essere certo che il suo dispositivo non &#232; dannoso per la salute perch&#233; i raggi gamma che si creano al suo interno, raggi gamma comunque molto bassi che possono essere schermati con grande semplicit&#224;, si trasformano del tutto in calore e non si irradiano verso l'esterno. Queste affermazioni per&#242; non bastano al governo italiano che vuole avere maggiori certezze prima di optare per uno strumento di questa tipologia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Secondo il sottosegretario di stato Claudio De Vincenti &#232; necessario considerare che &quot;sia la normativa internazionale che quella nazionale (decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230) stabiliscono regola molto rigide relative all'uso e la detenzione di apparecchi che generano radiazioni ad alta energia. Ne consegue che la procedura relativa all'ottenimento delle necessarie certificazioni al fini della commercializzazione di un prodotto ad uso privato che dovrebbe emettere raggi gamma (sia pure schermati) si presenta complessa e duratura, e con esito incerto (presumibilmente negativo)&quot;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Secondo Claudio De Vincenti quindi il governo italiano necessita di studi molto pi&#249; approfonditi sul funzionamento dell'E-Cat, sulla sua sicurezza, sulle sue possibili applicazioni e pi&#249; in generale sul funzionamento della fusione fredda prima anche solo di poter iniziar a pensare alla commercializzazione di un prodotto di questa tipologia. Per adesso per noi italiani il sogno della fusione fredda si ferma qui e non ci resta quindi che attendere di scoprire cosa accadr&#224; invece in tutto il resto del mondo.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>L'auto ibrida: la nuova frontiera del risparmio energetico</title>
		<link>http://www.risparmio-energetico.com/L-auto-ibrida-la-nuova-frontiera.html</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.risparmio-energetico.com/L-auto-ibrida-la-nuova-frontiera.html</guid>
		<dc:date>2012-05-14T11:59:38Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Alessandro Cicini</dc:creator>


		<dc:subject>Mobilit&#224; Sostenibile</dc:subject>

		<description>La parola ibrido deriva dalle scienze biologiche e sta a indicare il risultato di un incrocio tra due animali o piante di diversi taxa. Questa parola &#232; stata presa in prestito dall'ingegneria per indicare la presenza di due motori primi adibiti alla trazione di un veicolo: il motore termico e il motore elettrico. Le auto ibride sono nate dall'esigienza di ottenere una efficienza maggiore dal motore termico, questo bisogno nasce dagli odierni problemi di approvvigionamento energetico i quali (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.risparmio-energetico.com/local/cache-vignettes/L150xH116/arton393-aee64.jpg&quot; width='150' height='116' style='height:116px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;La parola &lt;strong&gt;ibrido&lt;/strong&gt; deriva dalle scienze biologiche e sta a indicare il risultato di un &lt;strong&gt;incrocio&lt;/strong&gt; tra due animali o piante di diversi taxa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questa parola &#232; stata presa in prestito dall'ingegneria per indicare la presenza di due motori primi adibiti alla trazione di un veicolo: &lt;strong&gt;il motore termico e il motore elettrico.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le auto ibride sono nate dall'esigienza di ottenere una &lt;strong&gt;efficienza maggiore&lt;/strong&gt; dal motore termico, questo bisogno nasce dagli odierni problemi di approvvigionamento energetico i quali rendono conveniente questo tipo di autoveicolo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'auto ibrida permette un risparmio di carburante perch&#233; il motore elettrico consente di utilizzare il motore termico nel punto di miglior efficienza, le modalit&#224; attraverso le quali riesce ad ottenere questi effetti sono piuttosto complesse.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Esistono &lt;strong&gt;3 tipi&lt;/strong&gt; di configurazione base di &lt;strong&gt;auto ibrida&lt;/strong&gt;:&lt;/p&gt; &lt;ul class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;li&gt; ibrido serie&lt;/li&gt;&lt;li&gt; ibrido parallelo&lt;/li&gt;&lt;li&gt; ibrido serie parallelo&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Ibrido serie&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Nell'ibrido serie il motore termico, per mezzo di un generatore elettrico, fornisce energia elettrica alle batterie, le batterie poi trasferiranno questa energia al motore elettrico il quale avr&#224; il compito di far muovere l'automobile.
Questa &#232; la configurazione pi&#249; &lt;strong&gt;semplice&lt;/strong&gt; e permette di utilizzare il motore termico sempre nelle condizioni di &lt;strong&gt;maggior efficienza&lt;/strong&gt;. Non viene utilizzata moltissimo nelle automobili in commercio, ma sarebbe quella potenzialmente pi&#249; efficiente.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Al momento l'automobile che sfrutta questo tipo di configurazione &#232; la &lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.risparmio-energetico.com/Opel-Ampera-si-fa-largo-l-auto.html&quot; class='spip_out'&gt;Opel Ampera&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; , premiata anche come miglior auto dell'anno.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Ibrido parallelo&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Nell'ibrido parallelo, motore termico e motore elettrico forniscono potenza meccanica alle ruote.
In questo caso l'auto potrebbe funzionare anche come &lt;strong&gt;veicolo ZEV&lt;/strong&gt; attivando solamente il motore elettrico. Il motore termico in questo caso non funziona sempre nelle condizioni migliori ed il &lt;strong&gt;comportamento assomiglia a quello di un auto normale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Al momento, questa configurazione motrice &#232; quella utilizzata dalle automobili in commercio e permette un &lt;strong&gt;risparmio notevole di carburante&lt;/strong&gt; particolarmente negli spostamenti cittadini.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le auto che montano questa tecnologia sono :&lt;/p&gt; &lt;ul class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;li&gt; Toyota Prius Hybrid&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Toyota Auris Hybrid &lt;/li&gt;&lt;li&gt; BMW X6 Active Hybrid&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Peugeot 3008 Hybrid4 &lt;/li&gt;&lt;li&gt; Lexus CT 200h Hybrid&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Audi Q5 Hybrid &lt;/li&gt;&lt;li&gt; Volkswagen Touareg Hybrid &lt;/li&gt;&lt;li&gt; Porsche Cayenne Hybrid&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Ibrido serie - parallelo&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;L'ibrido serie - parallelo &#232; un misto dei due precedenti tipi, ha tutti i &lt;strong&gt;benefici dei precedenti casi&lt;/strong&gt;, ma con un solo &lt;strong&gt;svantaggio&lt;/strong&gt; : il costo molto elevato.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>E-Cat: i partner commerciali saranno svelati ad ottobre</title>
		<link>http://www.risparmio-energetico.com/E-Cat-i-partner-commerciali.html</link>
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		<dc:date>2012-05-10T06:37:33Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Camilla Biagini</dc:creator>



		<description>Il mese di ottobre 2012 sar&#224; un mese davvero importante per l'E-Cat. Proprio durante il mese di ottobre infatti avr&#224; luogo un incontro tra Rossi e tutti i partner commerciali dell'E-Cat. In occasione di questo incontro i nomi di tutti i partner commerciali saranno inoltre inseriti sul sito internet ufficiale gestito proprio da Rossi. Si tratta di una grande novit&#224; visto che sino ad oggi tutti coloro che aveva intenzione di commercializzare l'E-Cat avevano deciso di rimanere nell'anonimato, (...)

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&lt;a href="http://www.risparmio-energetico.com/-notizie-ed-approfondimenti-.html" rel="directory"&gt;Notizie ed Approfondimenti&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.risparmio-energetico.com/local/cache-vignettes/L150xH94/arton392-c7fb0.jpg&quot; width='150' height='94' style='height:94px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Il mese di ottobre 2012 sar&#224; un mese davvero importante per l'E-Cat. Proprio durante il mese di ottobre infatti avr&#224; luogo un incontro tra Rossi e tutti i partner commerciali dell'E-Cat. In occasione di questo incontro i nomi di tutti i partner commerciali saranno inoltre inseriti sul sito internet ufficiale gestito proprio da Rossi. Si tratta di una grande novit&#224; visto che sino ad oggi tutti coloro che aveva intenzione di commercializzare l'E-Cat avevano deciso di rimanere nell'anonimato, finalmente invece scopriremo i loro nomi e avremo quindi la possibilit&#224; di capire quale tipologia di rivoluzione energetica potrebbe avvenire nel giro di poco tempo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non sappiamo di preciso quale sar&#224; il contenuto di questo incontro, Rossi infatti non ha fornito molte spiegazioni a riguardo, ma &#232; certo che verter&#224; sugli &lt;a href=&quot;http://www.risparmio-energetico.com/E-Cat-domestico-finalmente-qualche.html&quot; class='spip_out'&gt;E-Cat domestici&lt;/a&gt; e sul loro funzionamento. Con molta probabilit&#224; Rossi e la sua equipe offriranno a tutti i partner commerciali la possibilit&#224; di fare un vero e proprio viaggio all'interno del reattore a fusione fredda, di comprenderlo in modo intenso offrendo tutte le informazioni necessarie affinch&#233; questo importante strumento possa davvero diventare lo strumento del futuro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#200; possibile che l'incontro preveda anche una discussione riguardo ai prezzi con cui commercializzare l'E-Cat anche se per adesso Rossi afferma che parlare di prezzi &#232; un po' prematuro e che questo discorso dovr&#224; essere preso in considerazione solo quando le certificazioni su questo strumento finiranno, certificazioni che per adesso sono ancora in corso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quello di ottobre sar&#224; un incontro davvero molto importante quindi non solo per tutti i nomi coinvolti ma anche per noi, per tutto il grande pubblico insomma che sta aspettando notizie pi&#249; dettagliate e precise sui reattori a fusione fredda, notizie che sino ad oggi invece sono arrivate in modo piuttosto frammentario. Forse a partire dal mese di ottobre sar&#224; possibile davvero fare chiarezza sulla vicenda.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Dirigibile eolico: un metodo alternativo per produrre energia</title>
		<link>http://www.risparmio-energetico.com/Dirigibile-eolico-un-metodo.html</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.risparmio-energetico.com/Dirigibile-eolico-un-metodo.html</guid>
		<dc:date>2012-05-08T14:22:25Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Alessandro Cicini</dc:creator>


		<dc:subject>Eolico</dc:subject>

		<description>La Altaeros Energies ha studiato un metodo alternativo per produrre energia dalla fonte eolica, la novit&#224; consiste nel posizionare la turbina eolica a quote molto pi&#249; elevate rispetto alle classiche turbine, cos&#236; facendo si raddoppia la produzione di energia elettrica. Sfruttando il fatto che a quote pi&#249; elevate il vento raggiunge velocit&#224; maggiori rispetto al suolo. Per far arrivare questa turbina cos&#236; in alto hanno pensato di sfruttare un toroide riempito di elio e di posizionarne al centro la (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.risparmio-energetico.com/local/cache-vignettes/L150xH100/arton390-b312d.jpg&quot; width='150' height='100' style='height:100px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;La Altaeros Energies ha studiato un &lt;strong&gt;metodo alternativo&lt;/strong&gt; per produrre &lt;strong&gt;energia&lt;/strong&gt; dalla fonte &lt;strong&gt;eolica&lt;/strong&gt;, la novit&#224; consiste nel posizionare la turbina eolica a &lt;strong&gt;quote molto pi&#249; elevate&lt;/strong&gt; rispetto alle classiche turbine, cos&#236; facendo si &lt;strong&gt;raddoppia&lt;/strong&gt; la &lt;strong&gt;produzione&lt;/strong&gt; di energia elettrica. Sfruttando il fatto che a quote pi&#249; elevate il &lt;strong&gt;vento raggiunge velocit&#224; maggiori&lt;/strong&gt; rispetto al suolo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per far arrivare questa turbina cos&#236; in alto hanno pensato di sfruttare un &lt;strong&gt;toroide riempito di elio e di posizionarne al centro la turbina eolica&lt;/strong&gt;. Cos&#236; facendo il pallone carico di elio far&#224; accelerare anche il flusso di aria sfruttando l'effetto venturi. La turbina sar&#224; collegata con la rete elettrica per mezzo di &lt;strong&gt;cavi elettrici che trasferiranno l'energia&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I vantaggi nell'utilizzo di questa nuova tipologia di turbina eolica saranno da ritrovare nell'uso&lt;strong&gt;in luoghi non raggiungibili dalla rete elettrica&lt;/strong&gt;, in Italia questa tecnologia trova scarsa possibilit&#224; di essere sfruttata (l'applicazione sarebbe ristretta solamente ad alcune piccole isole), ma luoghi dell'Europa del nord o del nord America potrebbero trovare giovamento da un suo utilizzo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tale tecnologia deve dimostrare ancora tutti suoi vantaggi ad esempio venti troppo forti potrebbero portare a rottura il cavo di collegamento con il terreno, tale incidente porterebbe un oggetto di grandi dimensioni a vagare senza controllo in aria creando dei potenziali pericoli.
Un altro problema risiederebbe nel fatto che venti sostenuti farebbero abbassare di quota il pallone aerostatico attenuando i possibili vantaggi di questo impianto eolico, in pi&#249; bisogna considerare quello che sar&#224; l'ostacolo maggiore e cio&#232; l'&lt;strong&gt;effettiva convenienza economica rispetto ad un classico impianto eolico&lt;/strong&gt; il quale dalla sua avr&#224; un costo inferiore e uno sviluppo tecnico che ha raggiunto lo stato dell'arte.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>La ricarica delle batterie &#232; davvero ad emissioni zero?</title>
		<link>http://www.risparmio-energetico.com/La-ricarica-delle-batterie-e.html</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.risparmio-energetico.com/La-ricarica-delle-batterie-e.html</guid>
		<dc:date>2012-05-08T14:17:12Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Alessandro Cicini</dc:creator>


		<dc:subject>Mobilit&#224; Sostenibile</dc:subject>

		<description>Le auto ibride si stanno facendo avanti pian piano nel mercato dell'auto principalmente per due motivi: l'abbassamento dei costi di produzione, legati agli sviluppi tecnologici, e l'aumento del costo del petrolio. Una funzionalit&#224; molto &#8220;vantaggiosa&#8221; &#232; l'optional plug-in ovvero quella caratteristica che permette di ricaricare le batterie dell'auto ibrida con la spina di casa. Quanta energia si risparmia? Con la diffusione di questa tecnologia &#232; il caso di porre attenzione su un punto che viene (...)

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&lt;a href="http://www.risparmio-energetico.com/-Mobilita-Sostenibile-.html" rel="directory"&gt;Mobilit&#224; Sostenibile&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.risparmio-energetico.com/+-Mobilita-Sostenibile,14-+.html" rel="tag"&gt;Mobilit&#224; Sostenibile&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.risparmio-energetico.com/local/cache-vignettes/L150xH110/arton391-c193a.jpg&quot; width='150' height='110' style='height:110px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Le &lt;strong&gt;auto ibride&lt;/strong&gt; si stanno facendo avanti pian piano nel mercato dell'auto principalmente per due motivi: l'&lt;strong&gt;abbassamento dei costi di produzione&lt;/strong&gt;, legati agli sviluppi tecnologici, e l'&lt;strong&gt;aumento del costo del petrolio&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una funzionalit&#224; molto &#8220;vantaggiosa&#8221; &#232; l'&lt;strong&gt;optional plug-in&lt;/strong&gt; ovvero quella caratteristica che permette di &lt;strong&gt;ricaricare le batterie dell'auto&lt;/strong&gt; ibrida &lt;strong&gt;con la spina di casa&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Quanta energia si risparmia?&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Con la diffusione di questa tecnologia &#232; il caso di porre attenzione su un punto che viene poco analizzato :&lt;strong&gt; ricaricare le batterie con la spina di casa comporta un effettiva riduzione della produzione di CO2&lt;/strong&gt; rispetto alla ricarica con il motore termico? Tale quesito pu&#242; essere riportato anche in un futuro prossimo quando si diffonderanno le auto elettriche.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La domanda pone in risalto il fatto che, in alcune circostanze, la produzione dell'energia elettrica necessaria a ricaricare le batterie pu&#242; &lt;strong&gt;produrre una quantit&#224; maggiore di CO2&lt;/strong&gt;, esempio immediato &#232; quello in cui l'energia elettrica provenga da una &lt;strong&gt;centrale a carbone&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Ricerche ed esperimenti&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;L'Union of Concerned Scientists ha fatto una ricerca a riguardo ed ha messo in evidenza che caricare una auto ZEV a Denver produce una quantit&#224; maggiore di CO2 rispetto ad una Prius ibrida (la produzione di CO2 risulta addirittura paragonabile ad una piccola auto a benzina) al contrario &#232; molto conveniente ricaricare le batterie in citt&#224; come Los Angeles e San Francisco, le quali hanno investito notevolmente nelle energie rinnovabili.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo tipo di studio pone l'attenzione sul fatto che scegliere di puntare esclusivamente nello &lt;strong&gt;sviluppo dei mezzi di trasporto EV&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;non permetterebbe un &lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;abbattimento della produzione di CO2&lt;/strong&gt;; insieme ad incentivare l'automobile elettrica si dovrebbe &lt;strong&gt;incentivare la produzione di energia elettrica&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;da una fonte pulita &lt;/strong&gt; altrimenti i vantaggi nell'utilizzo dell' EV risulteranno esigui.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un altro punto importante nello sviluppo delle auto elettriche riguarda l'&lt;strong&gt;incentivo&lt;/strong&gt; a ricaricare le batterie dell'auto in &lt;strong&gt;determinati orari della giornata&lt;/strong&gt; nei quali l'energia elettrica viene prodotta generando una quantit&#224; &lt;strong&gt;minore di CO2&lt;/strong&gt;.
Questo secondo punto fa parte di tutti quegli accorgimenti che pian piano il cittadino dovr&#224; imparare per un ottimale sfruttamento delle energie rinnovabili.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Risparmio sullo scaldabagno elettrico: spegnerlo o tenerlo acceso?</title>
		<link>http://www.risparmio-energetico.com/Risparmio-sullo-scaldabagno.html</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.risparmio-energetico.com/Risparmio-sullo-scaldabagno.html</guid>
		<dc:date>2012-04-30T10:23:47Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Alessandro Cicini</dc:creator>


		<dc:subject>Risparmio in bolletta</dc:subject>

		<description>Un dubbio che sorge nei possessori di scaldabagno elettrico &#232; : durante il periodo di non utilizzo conviene tenerlo acceso o spento? Come funziona lo scaldabagno Per rispondere a questa domanda bisogna analizzare il fenomeno. Quando lo scaldabagno &#232; acceso fornisce energia all'acqua, parte dell'energia serve a portare l'acqua alla temperatura desiderata e parte a mantere l'acqua a quella temperatura, l'energia necessaria a mantere la temperatura costante nel tempo costituisce una perdita di (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.risparmio-energetico.com/local/cache-vignettes/L100xH150/arton389-f4db1.jpg&quot; width='100' height='150' style='height:150px;width:100px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Un dubbio che sorge nei possessori di scaldabagno elettrico &#232; : &lt;strong&gt;durante il periodo di non utilizzo&lt;/strong&gt; conviene &lt;strong&gt;tenerlo acceso o spento?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Come funziona lo scaldabagno&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Per rispondere a questa domanda bisogna analizzare il fenomeno. Quando lo scaldabagno &#232; acceso fornisce energia all'acqua, &lt;strong&gt;parte dell'energia serve a portare l'acqua alla temperatura desiderata e parte a mantere l'acqua a quella temperatura,&lt;/strong&gt; l'energia necessaria a mantere la temperatura costante nel tempo costituisce una perdita di energia, quindi se vogliamo trovare un modo per rendere pi&#249; efficiente lo scaldabagno dobbiamo trovare il modo di &lt;strong&gt;ridurre tale perdita di energia.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Andamento delle temperature&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Per fare questo &#232; necessario creare un modello fisico che ci restituisca l'andamento delle temperature all'interno dello scaldabagno quando questo &#232; spento in modo da poter osservare se conviene tenere acceso o spento lo scaldabagno.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per effettuare i calcoli &#232; stato preso in considerazione uno scaldabagno dalla capacit&#224; di 100 litri di acqua, di forma cilindrica, con un diametro di 40 cm e un altezza di 80 cm.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La &lt;strong&gt;determinazione dell'andamento della temperatura&lt;/strong&gt; all'interno dello scaldabagno viene fatta con la seguente formula :&lt;/p&gt; &lt;p&gt;T(t) = Tamb + (T1-Tamb)*e^-((H*S)/(m*c)*t)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In cui :&lt;/p&gt; &lt;ul class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;li&gt; H &#232; la trasmittanza dello scaldabagno : H=1/h1 + r/ln(r2/r1) + 1/h2&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;ul class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;li&gt; h1 &#232; il coefficiente di adduttanza tra acqua e parete dello scaldabagno&lt;/li&gt;&lt;li&gt; h2 &#232; il coefficiente di adduttanza tra aria e parete scaldabagno&lt;/li&gt;&lt;li&gt; r resistivit&#224; del materiale isolante&lt;/li&gt;&lt;li&gt; r1 e r2 sono rispettivamente raggio interno e raggio esterno dello scaldabagno&lt;/li&gt;&lt;li&gt; c calore specifico dell'acqua&lt;/li&gt;&lt;li&gt; m massa di acqua&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Tamb temperatura ambiene pari a 20&#176;C&lt;/li&gt;&lt;li&gt; T1 temperatura acqua pari a 80&#176;C&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;L'andamento della temperatura &#232; quello in figura:&lt;/p&gt; &lt;dl class='spip_document_21 spip_documents spip_documents_center'&gt;
&lt;dt&gt;&lt;img src='http://www.risparmio-energetico.com/local/cache-vignettes/L500xH348/scaldabagno-9e13a.png' width='500' height='348' alt='PNG - 10.3 Kb' style='height:348px;width:500px;' /&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;/dl&gt;
&lt;p&gt;si pu&#242; notare che la temperatura &lt;strong&gt;cala molto lentamente&lt;/strong&gt;, questo &#232; dovuto al fatto che l'acqua riesce a accumulare una grande quantit&#224; di energia termica la quale viene dispersa in un tempo molto lungo grazie all'isolamento dello scaldabagno.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Acceso o spento? &#200; uguale!&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Ipotizzando che lo scaldabagno si utilizzi prevalentemene in soli due orari della giornata, la mattina alle 8 e la sera alle 18 si nota che nell'arco delle 10 ore la temperatura scende di soli 3&#176;. Il calore perduto dovr&#224; essere reintegrato dallo scaldabagno una volta riacceso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Da questo possiamo concludere che tenere acceso o spento lo scaldabagno, &lt;strong&gt;usato giornalmente&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;non fa&lt;/strong&gt; nessuna &lt;strong&gt;differenza&lt;/strong&gt; a livello energetico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Differente discorso &#232; &lt;strong&gt;se&lt;/strong&gt; questo &lt;strong&gt;non viene utilizzato per pi&#249; di 10 giorni&lt;/strong&gt;, in questo caso &#232; opportuno &lt;strong&gt;spegnere lo scaldabagno&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Athanor: la fusione fredda nasce in un istituto superiore di Roma</title>
		<link>http://www.risparmio-energetico.com/Athanor-la-fusione-fredda-nasce-in.html</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.risparmio-energetico.com/Athanor-la-fusione-fredda-nasce-in.html</guid>
		<dc:date>2012-04-26T10:29:10Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Camilla Biagini</dc:creator>


		<dc:subject>Fusione Fredda</dc:subject>

		<description>La fusione fredda &#232; un tema ormai al centro dell'attenzione pubblica. Da quando infatti i test hanno dimostrato che il reattore E-Cat realizzato dal professor Rossi e tutti gli altri reattori ad esso simili funzionano veramente tutti hanno iniziato a guardare alla fusione fredda come ad una possibile soluzione per tutte le problematiche energetiche del nostro pianeta. L'attenzione poi &#232; ovviamente diventata sempre pi&#249; forte da quanto Rossi ha pubblicamente confermato che a breve un reattore a (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.risparmio-energetico.com/local/cache-vignettes/L150xH85/arton388-fd7b0.jpg&quot; width='150' height='85' style='height:85px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;La fusione fredda &#232; un tema ormai al centro dell'attenzione pubblica. Da quando infatti i test hanno dimostrato che il &lt;a href=&quot;http://www.risparmio-energetico.com/E-Cat-Rossi-e-piu-agguerrito-che.html&quot; class='spip_out'&gt;reattore E-Cat realizzato dal professor Rossi&lt;/a&gt; e tutti gli altri reattori ad esso simili funzionano veramente tutti hanno iniziato a guardare alla fusione fredda come ad una possibile soluzione per tutte le problematiche energetiche del nostro pianeta. L'attenzione poi &#232; ovviamente diventata sempre pi&#249; forte da quanto Rossi ha pubblicamente confermato che a breve un reattore a fusione fredda ad uso domestico sar&#224; immesso sul mercato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come era ovvio che fosse l'attenzione crescente verso la fusione fredda ha portato numerosi scienziati e numerosi studiosi a cercare di creare anche loro un reattore di questa tipologia. Oggi parliamo proprio di un nuovo reattore, per adesso soltanto un prototipo ovviamente che &#232; stato presentato proprio in questi giorni a Roma.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si tratta di un reattore a fusione fredda che prende il nome di Athanor e che &#232; stato realizzato da un gruppo di professori e di allievi dell'Istituto Superiore Leopoldo Pirelli. Un reattore realizzato da una scuola superiore &#232; una novit&#224; che nessuno si aspettava ma che dimostra che dopotutto &#232; davvero possibile creare un reattore a fusione fredda in modo piuttosto semplice e che dimostra che la scuola italiana non &#232; poi cos&#236; passiva e priva di iniziative come molte persone oggi la vogliono dipingere, ci sono ancora infatti professori che aiutano gli allievi a portare avanti progetti di questa portata, progetti importanti per tutto il mondo che possono condurli davvero molto lontano.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La domanda di brevetto per questo reattore &#232; gi&#224; stata ovviamente formulata perch&#233;, come ha affermato l'ingegner Ugo Abundo che ha lavorato a questo progetto, non si tratta solo di un modo per non farsi rubare le idee ma anche di un modo per riuscire a far circolare le informazioni in modo quanto pi&#249; libero possibile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'ingegner Ugo Abundo ha spiegato il funzionamento del reattore affermando che &quot;si tratta di un reattore elettrolitico (tipo Mizuno, Iorio), ma con la fondamentale differenza che impiega nanopolveri libere, non trattate n&#233; fissate su supporti, che siamo riusciti a confinare e ad accendere in un reattore totalmente innovativo a letto fluido.&quot;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Come ottenere il rimborso del 55% su pareti opache e infissi</title>
		<link>http://www.risparmio-energetico.com/Come-ottenere-il-rimborso-del-55.html</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.risparmio-energetico.com/Come-ottenere-il-rimborso-del-55.html</guid>
		<dc:date>2012-04-25T11:00:30Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Alessandro Cicini</dc:creator>


		<dc:subject>Incentivi Statali</dc:subject>

		<description>In questo articolo cercher&#242; di spiegare i casi un cui &#232; possibile usufrire della detrazione IRPEF del 55%. Quella che viene chiamata detrazione del 55% &#232; una agevolazione economica fatta dallo stato per favorire tutte quelle migliorie che portano ad un risparmio energetico in ambito edilizio. La detrazione consiste nel rimborso del 55% della spesa effettuata nell'arco di 10 anni. I lavori sui quali possiamo detrarre il 55% sono quelli in cui si vanno a sostituire gli impianti esistenti con (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.risparmio-energetico.com/local/cache-vignettes/L150xH90/arton387-738d2.jpg&quot; width='150' height='90' style='height:90px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;In questo articolo cercher&#242; di spiegare i casi un cui &#232; possibile usufrire della detrazione IRPEF del 55%.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quella che viene chiamata detrazione del 55% &#232; una agevolazione economica fatta dallo stato per favorire tutte quelle migliorie che portano ad un risparmio energetico in ambito edilizio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La detrazione consiste nel rimborso del 55% della spesa effettuata nell'arco di 10 anni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I lavori sui quali possiamo detrarre il 55% sono quelli in cui si vanno a sostituire gli impianti esistenti con serramenti e infissi a risparmio energetico, caldaie a condensazione, caldaie a biomassa, pannelli solari, pompe di calore e coibentazione pareti e coperture.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Mi occupero' nello specifico della sostituzione infissi e della coibentazione delle pareti e delle coperture.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per poter usufruire della detrazione l'immobile :&lt;/p&gt; &lt;ul class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;li&gt; deve essere &#8220;esistente&#8221;, ossia accatastato o con richiesta di accatastamento in corso e con ICI pagata, se dovuta;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; deve essere dotato di impianto di riscaldamento&lt;/li&gt;&lt;li&gt;in caso di demolizione, &#232; ammessa a detrazione la sola &#8220;fedele ricostruzione&#8221;, nel rispetto di volumetria e sagoma dell'edificio reesistente. Di conseguenza, la
successiva ricostruzione non pu&#242; prevedere ampliamenti, che pregiudicherebbero completamente il diritto alla detrazione;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; in caso di ristrutturazione senza demolizione, se essa presenta ampliamenti, la detrazione compete solo per le spese riferibili alla parte esistente.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Inoltre deve garantire i seguenti requisiti tecnici :&lt;/p&gt; &lt;ul class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;li&gt; l'intervento deve configurarsi come sostituzione di elementi gi&#224; esistenti (e non come nuova installazione);&lt;/li&gt;&lt;li&gt; deve delimitare un locale riscaldato verso l'esterno o verso vani non riscaldati;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; deve assicurare un valore di trasmittanza termica (Uw) inferiore o uguale al valore di trasmittanza limite riportato in tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010 (per interventi dal 2010).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Le tre condizioni sono le stesse sia per i vetri che per le pareti opache.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel decreto ministeriale del 26 gennaio 2010 sono stati inseriti i valori di trasmittanza limite.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La trasmittanza &#232; quella caratteristica della parete che permette di ridurre le dispersioni termiche verso l'esterno dell'edificio, nella tabella ci sono dei valori limite oltre i quali non si rispettano le norme di risparmio energetico.&lt;/p&gt; &lt;dl class='spip_document_20 spip_documents spip_documents_center'&gt;
&lt;dt&gt;&lt;img src='http://www.risparmio-energetico.com/local/cache-vignettes/L500xH162/decreto-d429e.png' width='500' height='162' alt='PNG - 23.8 Kb' style='height:162px;width:500px;' /&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;/dl&gt;
&lt;p&gt;Nella tabella sono indicate le zone climatiche (6 in totale) che servono a distinguere i vari climi italiani e sono denominate con le lettere che vanno dalla A alla F dove con la A che indica le zone climatiche pi&#249; calde come quelle insulari fino alla F con cui si indicano le zone montuose pi&#249; fredde.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Su ogni riga ci sono i valori di trasmittanza limite, superata la quale non &#232; possibile ricevere il rimborso dell 55% della spesa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per esempio per ottenere la detrazione gli abitanti della zona climatica F devono acquistare almeno un doppio vetro 4 - 9 - 4 che abbia una lastra con il trattamento bassoemissivo magnetronico e con argon nell'intercapedine, mentre per chi abita nelle zone A - B - C (zone costiere ) pu&#242; bastare un semplice doppiovetro.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>I costi degli incentivi sono equamente divisi?</title>
		<link>http://www.risparmio-energetico.com/I-costi-degli-incentivi-sono.html</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.risparmio-energetico.com/I-costi-degli-incentivi-sono.html</guid>
		<dc:date>2012-04-23T12:53:36Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Alessandro Cicini</dc:creator>


		<dc:subject>Incentivi Statali</dc:subject>

		<description>Il Presidente dell'Autorithy per l'Energia (GSE) Guido Bortoni in Commissione Industria al Senato ha enunciato la suddivisione degli oneri sulla bolletta dell'energia elettrica della componente tariffaria A3, la quale serve a finanziare le energie rinnovabili. Secondo i dati di Guido Bortoni la componente A3 viene pagata per un &gt; Si nota immediatamente che c'&#232; uno squilibrio che pesa sulla bassa tensione alla quale viene addebitato pi&#249; del 50% degli incentivi. Perch&#233; la bassa tensione costa (...)

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&lt;a href="http://www.risparmio-energetico.com/-Mobilita-Sostenibile-.html" rel="directory"&gt;Mobilit&#224; Sostenibile&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.risparmio-energetico.com/+-Incentivi-Statali-+.html" rel="tag"&gt;Incentivi Statali&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.risparmio-energetico.com/local/cache-vignettes/L150xH100/arton386-5fa0b.jpg&quot; width='150' height='100' style='height:100px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Il Presidente dell'Autorithy per l'Energia (GSE) Guido Bortoni in Commissione Industria al Senato ha enunciato la &lt;strong&gt;suddivisione degli oneri&lt;/strong&gt; sulla bolletta dell'energia elettrica della componente tariffaria &lt;strong&gt;A3&lt;/strong&gt;, la quale serve a finanziare le &lt;strong&gt;energie rinnovabili.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Secondo i dati di Guido Bortoni la componente A3 viene pagata per un &lt;&lt;19% dai clienti domestici, per circa il 38% sugli altri clienti in bassa tensione, per il 36% sui clienti in media tensione e per il restante 7% sui clienti in alta e altissima tensione&gt;&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si nota immediatamente che c'&#232; uno &lt;strong&gt;squilibrio&lt;/strong&gt; che pesa sulla &lt;strong&gt;bassa tensione&lt;/strong&gt; alla quale viene addebitato pi&#249; del 50% degli incentivi.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Perch&#233; la bassa tensione costa di pi&#249;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Cerchiamo di capire il perch&#233; di questo squilibrio.
Nel caso di un impianto fotovoltaico l'energia elettrica viene &lt;strong&gt;prodotta in bassa tensione&lt;/strong&gt;, successivamente o viene utilizzata direttamente dalle utenze (abitazioni domestiche, piccole industrie) o viene trasformata in media tensione e immessa nella rete.
Nel caso degli impianti eolici, la situazione &#232; analoga con la differenza che l'opzione che prevede l'uso diretto dalle utenze viene raramente utilizzata quindi la quasi totalit&#224; dell'energia viene trasformata in media tensione e immessa nella rete.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nelle condizioni viste quindi coloro che &lt;strong&gt;usufruiscono principalmente &lt;/strong&gt; dell'energia prodotta dalle &lt;strong&gt;energie rinnovabili&lt;/strong&gt; sono le utenze di &lt;strong&gt;media e bassa tensione&lt;/strong&gt;, sulle quali viene fatta gravare la maggiorparte del costo degli incentivi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Bisogna tener presente anche un altro fattore che incide su questa suddivisione, le &lt;strong&gt;aziende&lt;/strong&gt; che prelevano l'energia in &lt;strong&gt;altissima tensione&lt;/strong&gt; avranno dei &lt;strong&gt;contratti agevolati&lt;/strong&gt; con il distributore di energia legato al fatto che sono delle utenze estremamente energivore.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Per tirare le somme&lt;/strong&gt; le aziende di distribuzione di energia suddividono i costi degli incentivi in base a chi usufruisce maggiormente delle energie rinnovabili, tale metodo potrebbe essere messo in discussione perch&#233; il costo di tali tecnologie dovrebbe essere suddiviso equamente su tutta la comunit&#224; in quanto tutta la comunit&#224; beneficia della minor produzione di inquinanti, ma d'altro canto aumentare uteriormente il costo dell'energia alle aziende le metterebbe ancora di pi&#249; in difficolt&#224;, in sostanza la soluzione ottimale non &#232; facile da trovare&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>



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