Picco del petrolio e pannelli solari

  • Autore
    Dimitri Stagnitto
    Categoria
    Postato il: 18 Sep 2009 - 02:58

    Secondo alcune teorie il picco petrolifero, ovvero la massima produzione mondiale di petrolio, è stato già raggiunto da alcuni mesi.

    A breve è atteso anche il picco del gas naturale.

    Cosa significa tutto ciò, e soprattutto, cosa c’entra con gli impianti solari?

    E’ presto detto: il raggiungimento del picco significa che d’ora in avanti il petrolio sarà sempre più scarso e, quindi, costoso.

    Lo stesso dicasi per il gas naturale, e quindi per il metano.

    Un assaggio lo abbiamo avuto un anno fa circa, con il petrolio oltre i 100$ al barile e la benzina pagata letteralmente a peso d’oro.

    I prezzi sono poi riscesi grazie alla crisi globale che, rallentando l’economia, ha fatto calare anche il fabbisogno di petrolio e quindi il suo prezzo.

    Già oggi però si parla di imminente ripresa, e comunque se pure i consumi rimanessero pari agli attuali il petrolio andrebbe comunque esaurendosi, e il suo prezzo aumenterebbe inesorabilmente.

    Stesso identico discorso per il gas naturale.

    E qui entrano in gioco il risparmio energetico ed il solare termico.

    Cosa fareste il prossimo inverno se il gas costasse 5 volte l’inverno scorso? Rinuncereste a riscaldare la casa e a lavarvi con acqua calda?

    Non sarebbe meglio avere bisogno di un quarto del gas di cui si aveva bisogno prima, in modo da potersi continuare a permettere lo stesso stile di vita senza dissanguarsi?

    Il solare termico e gli altri sistemi a risparmio energetico servono proprio a questo: ridurre la nostra dipendenza dagli idrocarburi, dalle fonti di energia che stanno esaurendosi.

    Si tratta solo di scegliere se essere cicale o formiche: la formica prepara per tempo i tempi difficili che arriveranno, ed al moneto giusto è pronta.

    La cicala vive come se lo status quo dovesse durare per sempre, invece prima o poi arriva l’inverno e la cicala inizia a passarsela davvero male.

    Eppure sarebbe bastato così poco per garantirsi un inverno sereno...

    Il momento è buono per pensare al futuro, dato che fino al 2010 questo tipo di interventi saranno finanziati dal contributo statale pari al 55%.

    Significa che lo stato restituisce in 5 anni più della metà della spesa sostenuta.

    Il resto della spesa si ripaga da sè, in 4/5 anni. Sempre che il prezzo del gas non aumenti: se così fosse il risparmio ottenuto sarebbe varie volte il costo dell’impianto, nel giro di pochi anni.

    Conviene davvero restare ad aspettare?

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