Dopo un disastro nucleare è necessario che il governo prenda delle decisioni non solo riguardo allo smantellamento della centrale ma anche riguardo all’area attorno ad essa considerando che si tratta di un’area che per chilometri e chilometri è stata contaminata dalle radiazioni. Dopo il disastro nucleare di Chernobyl il governo sovietico aveva deciso di rendere del tutto off-limits le terre attorno alla centrale, terre che quindi sono rimaste del tutto disabitate e di cui ancora non si conosce con esattezza lo stato. Si tratta di terre ancora contaminate? Si tratta di terre che potrebbero essere utilizzate nuovamente un tempo? Non esistono per adesso delle risposte a questi quesiti.
Il Giappone ovviamente non avrebbe potuto optare per una decisione come quella presa dal governo sovietico. Il Giappone è infatti una nazione ad alta densità di popolazione che necessita di ogni centimetro quadrato del suo territorio. Il governo giapponese ha allora deciso che non era possibile lasciare il terreno attorno alla centrale nucleare di Fukushima al suo destino, era necessario recuperarlo.
Il governo giapponese ha deciso allora di bonificare l’area attorno alla centrale nucleare di Fukushima, bonifica che ha già preso il via in modo che sia possibile concludere questi lavori nel minor tempo. Le squadre attualmente presenti sul territorio di Fukushima sono state chiamate a ripulire l’area, ad eliminare ogni tipologia di coltura e a raccogliere qualsiasi tipologia di oggetto che deve anche ovviamente essere imbustato per poi essere in seguito smantellato nel modo adeguato.
Quando i lavori di queste squadre saranno terminati verranno utilizzati degli spray appositamente realizzati su tutta l’area, spray che hanno il compito di eliminare le radiazioni.
Una bonifica davvero intensa quella che sarà messa in atto in questa zona, una bonifica però che non è del tutto sicura. Non si ha infatti la certezza che queste misure di sicurezza siano davvero sufficienti ad eliminare ogni radiazione sul territorio.
Top
